MONUMENTALE DI MILANO

 

Monumentale di Milano e costruito tra il 1864 e il 1866

Questo avene per via dei continui richiami austriaci durante il loro dominio.

Avrebbe dovuto sostituire i sei cimiteri preesistenti che stavano, appunto, per chiudere.

Lo stile architettonico utilizzato per la sua realizzazione è quello eclettico con, quindi, dei richiami bizantini, romanici e gotici.

E inaugurata il 2 novembre 1866 (proprio il giorno in cui ricorre la commemorazione dei defunti) dal monsignor Giuseppe Calvi.

Fu da allora che il cimitero si arricchì sempre più di numerose opere d’arte funebri come, ad esempio, templi greci e obelischi. Potrebbe essere considerato un “museo a cielo aperto”, uno dei più importanti d’Italia assieme al Verano di Roma, il Monumentale di Genova, quello di Brescia, Messina e Bologna.

Quella che può essere considerata l’entrate al Municipale è il Famedio (il “tempio della fama”, letteralmente). Si trova in posizione rialzata ed è raggiungibile grazie ad uno scalone molto grande. Con il suo stile neogotico, fatto di marmo e mattoni, e  pensata inizialmente per essere una chiesa, ma poi il progetto e abbandonato.

Chi fu tumulato qui

I primi due personaggi illustri che furono tumulati in Monumentale di Milano sono Alessandro Manzoni e Carlo Cattaneo. Si trovano in due sarcofagi marmorei identici (siglati con il simbolo crociato della città di Milano).

In seguito altri cinque personaggi illustri milanesi furono tumulati in questo luogo, trattasi di Leo Valiani, Bruno Munari, Carlo Forlanini e Salvatore Quasimodo.

Qui vi sono incisi, inoltre, i nomi di molto personaggi celebri come Giuseppe Verdi.

 

Ad est del Famedio, separato dal resto del cimitero da un muro, vi è la zona riservata agli israeliti.

È costituito da sei campi e un ampliamento. Di questi campi, tre sono comuni e uno è riservato ai bambini (presenta delle piccole lapidi con nome, cognome e data di morte).

Vi sono delle edicole familiari, inoltre, cellette a nord e a ovest, mentre nella parte centrale vi è l’ossario.

Questo padiglione è  arricchito nel 2015 da vetrate che rappresentano le Dodici tribù di Israele.

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